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Il medico di base e l’obbligo di visite domiciliari agli anziani

Il medico di base ha l’obbligo di fare visite domiciliari agli anziani? Questo argomento mette sempre un po’ in confusione i pazienti. Talvolta, le condizioni di salute rendono impossibile recarsi nello studio del medico per una visita. In questi casi, il dottore è tenuto ad andare al domicilio dell’assistito.

Non tutto però è così semplice. Continua a leggere per capire in quali occasioni esiste l’obbligo di visita a casa gratuita e cosa è cambiato in seguito alla pandemia da coronavirus.

Il ruolo del medico di base

Il medico di famiglia assume un ruolo molto importante nella vita di un anziano. Effettua i controlli periodici di base, prescrive i farmaci e compila le richieste per le visite specialistiche ambulatoriali. È il primo anello di congiunzione tra i cittadini ed il Servizio Sanitario Nazionale, con cui sono convenzionati.

Il compito del medico di base è quello di tutelare la salute dei suoi assistiti tramite tutte le misure necessarie: la visita a domicilio è proprio uno dei servizi che garantisce il benessere del paziente. Esistono però delle normative che regolano l’attività dei medici a domicilio per anziani e, talvolta, il dottore di famiglia può anche rifiutarsi di offrire la prestazione.

Quando il medico di base è obbligato a fare le visite domiciliari?

Se le condizioni del paziente non gli consentono di muoversi da casa, uno dei doveri del medico di famiglia è quello di fare le visite a domicilio. A questo proposito, si parla di non trasferibilità dei soggetti anziani. Un paziente non è trasferibile quando il solo fatto di uscire può metterlo in pericolo di vita o in situazione di forte disagio.

La confusione sull’obbligo delle visite domiciliari da parte del medico di base, deriva proprio dal fatto che il concetto di “non trasferibilità” è molto vago. Le normative non mettono bene in chiaro le casistiche precise, lasciando spazio a valutazioni basate su parametri molto soggettivi.

In generale, per stabilire se sussiste la non trasferibilità, si prendono in considerazione l’età e lo stato di salute generale della persona interessata. Però, non esistono degli specifici obblighi del medico di base verso gli anziani.

Ognuno percepisce il malessere fisico in modo diverso e spesso un disturbo sentito in modo leggero da qualcuno, può invece risultare debilitante per un altro. La decisione finale spetta comunque al medico, che stabilisce se il paziente ha effettivamente bisogno di una visita a domicilio.

Gli anziani rientrano nei soggetti non trasferibili, ma l’età non è l’unico requisito fondamentale. Bisogna dimostrare di non essere in grado di recarsi in modo autonomo dal medico. Fanno parte dei casi di non trasferibilità, ad esempio, le patologie che non permettono la deambulazione, la grave insufficienza respiratoria o cardiaca, la febbre molto alta e i soggetti affetti da alcuni tipi di demenze, come l’Alzheimer.

Accertata l’impossibilità di muoversi, si può quindi richiedere al proprio medico curante la visita gratuita a casa. Farlo è molto semplice: basta semplicemente telefonare al dottore e richiedere la prestazione, specificando il motivo della richiesta.

Medico di base e l'obbligo di visite domiciliari agli anziani

La visita domiciliare del medico curante è sempre gratuita?

Normalmente, è il paziente a recarsi nello studio del medico di famiglia per controlli e prescrizioni. La visita a domicilio è un servizio aggiuntivo, che il dottore offre per garantire la migliore assistenza anche a chi non può muoversi per problemi di salute.

Nei casi di accertata non trasferibilità, la visita domiciliare è gratuita, perché convenzionata con il SSN. Quando il medico si reca a casa del paziente, ha la facoltà di valutare la gravità della situazione e stabilire se la richiesta di prestazione a domicilio è giustificata.

Se il dottore determina che le condizioni del paziente non sono così gravi da impedirgli di andare allo studio, può chiedere di farsi pagare la visita. Il Sistema Sanitario Nazionale prevede infatti la convenzione per i controlli a casa solo nei casi di vera necessità.

Quando questa condizione non si verifica, il medico diventa a tutti gli effetti un professionista privato, che può quindi decidere di farsi elargire il suo onorario. Il prezzo non è stabilito su scala nazionale e varia a discrezione del dottore, proprio come accade con un normale specialista privato.

Per non ricevere brutte sorprese, è preferibile informarsi in modo preventivo sugli eventuali prezzi delle prestazioni. A causa della valenza un po’ ambigua del concetto di non trasferibilità, si creano spesso malintesi sulla gratuità delle visite domiciliari dei medici di famiglia. Una situazione che rischia di mettere in crisi il normale rapporto di fiducia che dovrebbe esserci tra un paziente e il suo dottore.

Le modalità delle visite domiciliari del medico di base

Le viste a domicilio vanno effettuate con tempi e modalità ben precise. Se l’assistito chiama il medico entro le ore dieci, la visita deve essere fatta nel corso della giornata stessa. Per le richieste pervenute dopo tale ora, la prestazione sarà effettuata entro le dodici del giorno successivo.

Il sabato, il dottore non è obbligato a fornire servizi ambulatoriali, ma è tenuto a fare le visite a domicilio, se chieste entro le ore dieci. Dal lunedì al venerdì, la richiesta di una visita domiciliare va fatta solo quando il medico svolge attività ambulatoriale.

Oltre il suo orario di lavoro, non ha l’obbligo di reperibilità. Per le necessità fuori orario, bisogna rivolgersi alla guardia medica o, nei casi di estrema urgenza, recarsi al Pronto Soccorso.

Cosa cambia nelle visite domiciliari del medico di base dopo il Covid-19

La pandemia in corso ha cambiato molte delle nostre abitudini e riorganizzato il sistema sanitario del mondo intero. Le visite domiciliari a pazienti anziani che non presentano sintomi riconducibili al Covid-19 non sono soggette a normative particolari.

Possono infatti svolgersi nelle modalità usuali. La questione cambia se i problemi di salute dell’assistito ricordano i sintomi del coronavirus. Tosse, mal di gola e febbre alta diventano possibili campanelli di allarme per il medico di famiglia. Pur non essendoci ancora un protocollo unico, in questi casi il professionista può generalmente rifiutarsi di andare a casa del paziente.

Molti dottori tentano di fornire il loro aiuto dando consigli al telefono oppure organizzando delle videochiamate con l’assistito. Non c’è comunque ancora nessun divieto ufficiale rivolto al medico di base per le visite a domicilio in caso di coronavirus accertato o nel caso ci sia un sospetto di positività al virus La decisione finale spetta esclusivamente al dottore.

Le visite domiciliari dei medici di base rientrano in un piano di assistenza sanitaria che aiuta a rendere più serena la vita delle persone anziane. Proprio come il servizio INPS per anziani non autosufficienti, che stabilisce veri e propri piani di cura a domicilio.

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